mercoledì 18 aprile 2012

Il giorno della verità

In una stanza del palazzo di giustizia di Catania, priva di umanità e lontana dalla realtà( mi è sembrato quasi fuori posto dire "buongiorno" entrando),un giovane di ottima coscienza civile e sensibilità, una "perla rara", ha dato la voce a mia madre, demolendo così le bugie immonde scritte su come è diventata vittima della strada a causa di un incosciente alla guida azzardata di una macchina sportiva.
Non so ancora cosa deporrà il giudice Felice Lima, ma ció che conta è che la verità sui suoi ultimi attimi con gli occhi aperti è stata scritta nero su bianco. Adesso nessuno puó dire che avrebbe dovuto attraversare la strada con "circospezione".
Quel macigno è stato tolto, anche se l'irreparabile è stato commesso ormai più di 2 anni e 4 mesi fa.
A questo punto per me il processo si è concluso, il resto è al di fuori della dimensione umana, roba da tribunale.

lunedì 30 gennaio 2012

Non accade sempre agli altri


Leggo tuttora incredula questo articolo di giornale, eppure ho vissuto tutta questa tragedia per intero, e la porto dentro di me insieme a tutti gli unici e meravigliosi ricordi di lei, mia madre. E'stata uccisa così, come troppe vittime sulle strade di questo Paese d'incoscienti che con una guida azzardata accettano il rischio di uccidere!
Ogni anno muore un'Italia di 5.000 persone a causa di pirati della strada e questo deve cambiare!!

Fino ad oggi non abbiamo avuto mai notizie dell'investitore Luciano Conti. Quella maledetta sera del 21 dicembre del 2009 all'ospedale Cannizzaro di Catania si è presentato solo suo padre.
A parte "toglierci" lei violentemente con la sua macchina sportiva, a velocità nelle strade del centro città, questo individuo non ha fatto nient'altro per noi. E non si è mai presentato in tribunale. Che codardia! Che squallore! Io e la famiglia che resta ci chiediamo come faccia a vivere così, è un comportamento che manca del tutto di dimensione umana e di senso di responsabilità.
Comunicano (con i tempi vergognosi del rovinoso sistema giuridico italiano) soltanto gli avvocati, i giudici, i magistrati e i C.T.U.
Luciano Conti continuerà la sua vita impunito e magari dimenticandosi di ciò che ha commesso, ma lei non c'è più.
E al volante che farà?

domenica 6 novembre 2011

La mia meravigliosa mamma


11/09/1942 - 29/12/2009
(causa ignobile pirata della strada al volante di un'auto Alfa Romeo Spider)


Mi permetto questo piccolo sfogo:
dopo aver letto la perizia del CTU Paolo G. Amato nominato dal P.M. Alessandro Sorrentino io e mio padre siamo rimasti sconvolti e basiti, non saprei quale termine scegliere.
Questa una parte della perizia:
"Le cause dell'incidente sono da attribuirsi....... nella poca attenzione (??) posta dal pedone sig.ra Mariella A. che, anche nel caso in cui il semaforo avesse segnato luce verde verso la sua parte, avrebbe dovuto comunque impegnare il passaggio pedonale in maniera più circospetta data l'ora serale (21:30 circa) e la presenza di un autoveicolo in sosta sulle strisce pedonali che ostacolava la piena visibilità"
(Sono c...... da incompetente in quanto, tra l'altro, la traiettoria del pedone è stata calcolata nel senso opposto, AL CONTRARIO!!)

In risposta ecco qui una bellissima parte SENTENZA DELLA CASSAZIONE CIVILE, sez. III 30/09/2009 n. 20949: " occorre che ogni conducente, nell'approssimarsi alle strisce pedonali - ancor più se queste si trovino, come nella specie, in una zona centrale dì una città - abbia la chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo ad ingenerare nel pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi, non essendo in linea con le elementari regole di comportamento proprie di in un paese civile che un conducente possa considerare una mera facoltà il suo inderogabile obbligo di dare la precedenza ai pedoni sulle strisce pedonali e che il pedone debba, dal canto suo, riguardare l'attraversamento come un temerario atto di coraggio, anche dove ha diritto di farlo con l'aspettativa che i conducenti si fermino per lasciarglielo fare."

A mia madre è stato attribuito un concorso di colpa perché attraversava la strada sulle strisce pedonali di sera (è sconveniente?), come quasi tutte le sere da qualche anno con estrema prudenza (il balcone di casa nostra dà proprio sul quel tratto di strada di via Giuffrida).

Vorrei aggiungere:
A quanto pare quella sera i carabinieri non hanno fatto nessuna verifica su questo bolide della strada (NIENTE TEST ALCOLEMICO, NE PER LE SOSTANTE STUPEFACENTI), nonostante una persona ferita gravemente giacesse sull'asfalto distante (8 metri?) dalle strisce pedonali (abbiamo purtroppo visto LE chiazze ematiche importanti), il parabrezza spaccato, il faro rotto e il cofano della macchina ammaccato... Che velocità? La perizia dice poco oltre i 40km orari. Ma ci hanno pure creduto?!! La verità: almeno il doppio, quindi 90kh orari minimo!!

Lo scrupoloso riconoscimento della verità è ciò che maggiormente può alleviare il nostro enorme dolore (mio e della famiglia che rimane), essa è tutto ciò che ci resta. Continuiamo a lottare perché venga riconosciuta la verità, anche nel rispetto della memoria di mia madre che non può più dire la sua. Purtroppo il pirata di via Giuffrida Luciano Conti le ha procurato delle lesioni così gravi da toglierle la vita dopo 8 giorni di coma.
Non poteva andare peggio di così...
Dopo un'attesa di 10 mesi, la perizia vergogna è stata approvata dal G.I.P. Giuseppe Mirabella.
In 6 MESI d'"indagini" il magistrato Alessandro Sorrentino non ha neanche trovato il testimone oculare che aveva chiamato il 118,del quale il numero era presente in procura (scoperto in seguito alla sentenza del giudice). Il guidatore modello Luciano Conti ha "subito" il sequestro della macchina, la sospensione della patente di guida per 6 MESI, patteggiamento accolto con pena di libertà condizionale per 1 ANNO E 4 MESI dal giudice Giuseppe Mirabella. Invece noi questo esito vergognoso che ci ha profondamente provato ce lo porteremo dentro a vita.
VIVA LA GIUSTIZIA ITALIANA E IL RISPETTO PER LA VITA E I VALORI UMANI!!!

Ma non è finita qua, non appena il lungo percorso del processo sarà portato a termine con la sentenza finale, sarà nostra premura diffondere i documenti per intero con nomi e cognomi, perché vogliamo dare un senso a questa disgrazia e denunciare tutte queste nefandezze legali che insultano i valori umani.
Ed ecco fatto!

giovedì 27 ottobre 2011

indagini PM

Salve,
mi risulta, per certo, che in "SEI MESI" di indagini, le autorità competenti, non siano riuscite
ad evincere se l'investitore fosse o meno sotto l'effetto di alcolici o altro. Testimonianze oculari attendibilissime affermano che il pilota viaggiasse a velocità molto sostenuta superiore ai 45Kmh, come sostenuto da una quanto meno superficiale e discutibilissima perizia effettuata da persona incaricata dal PM. Ma...ai posteri(molto prossimi) l'ardua sentenza.

p.s. Dopo i fatidici 6 MESI di indagini, qualcunno ha scoperto che, chi ha telefonato al 118, è stato il testimone oculare, il quale è pronto a giurare di avere assistito all'infausto incidente, dalla A alla ZETA. Quanto sopra è agli atti della procura.
Tanto ti dovevo
Francesco

mercoledì 26 ottobre 2011

GIUSTIZIA?

Il patteggiamento OFFENDE profondamente la memoria della vittima e i sentimenti dei suoi parenti per tutta la vita. Sembra che i giudici quasi non osino attribuire pene dure a chi uccide sulla strada. Perché questi sconti a chi ha spento una vita in modo violento anche involontariamente? Una vettura, o un motociclo può facilmente diventare uno strumento di morte. Che cos'è questo timore di applicare una giusta pena a chi deve "pagare" per un errore irreparabile?!! Il risultato è che in questo Paese "civile" non ci si pensa 2 volte a passare con un rosso pedonale o non, che non ci si ferma sempre agli incroci... Che non si rispetta il codice stradale e cioè LA VITA di per sé.

giovedì 20 ottobre 2011

Riflessioni post lutto

Ho perso mia madre che era in salute, in maniera improvvisa e brutale (mi sa che gli angeli non c'erano per lei in quel momento). Avrei voluto tanto abbracciarla, dimostrarle molto di più nel tempo che abbiamo avuto. Ad ogni modo credo che una mamma senta e capisca molto più del tangibile. Dopo quel maledetto giorno in cui è andata via, ho perso il senso del tempo e l'interesse per la vita, ho tremato, ho sofferto tanto e soffro tutt'ora. Ciò che mi aiuta tutt'oggi, a parte l'affetto dei cari, è pensare che io come figlia sono una sua continuazione e che lei vorrebbe che io sia felice. Dicono gli esperti che i sensi di colpa fanno parte del processo dell'elaborazione di un lutto. Per me è come se lei in un certo senso ci fosse nei miei giorni, anche se comunque è un dolore enorme non poterle dare il mio amore e ricevere il suo.
Lei mi ha sempre "protetta" dai funerali...poi il suo mi è stato sbattutto in faccia improvvisamente, che ironia crudele.
Questa dolorosissima esperienza può, nonostante il danno psicologico e le somatizzazioni varie, prepararci agli eventi più duri della vita, mi disse consolandomi mia zia. In fondo, di solito, siamo noi figli che dobbiamo occuparci del funerale dei nostri genitori. Ho capito così, in maniera molto traumatica, che la morte fa parte della vita e che, dandole la giusta considerazione, può aiutare ad essere più saggi e quindi a dare più valore alla vita stessa. Pensarla come qualcosa d'inconcepibile e fuggirla più del necessario fa malissimo.